Rottamazione Cartelle Equitalia

Caro contribuente, se hai desiderato almeno per un istante di fare ricorso all’Agenzia delle Entrate-Riscossione a causa dei debiti Equitalia, per quella famigerata cartella esattoriale che ti è arrivata, questo è l’articolo più importante che leggerai oggi sull’argomento.

Hai letto una somma non dovuta e vorresti il rimborso?
La cartella è andata in prescrizione e vorresti saperne di più?
Hai aderito alla rottamazione, ma non sei riuscito a pagare nemmeno la prima la rata?
Puoi fare domanda per la rottamazione bis?
Ti hanno detto che se non paghi sei nei guai?

Mettiamo da parte tutte le varie domande ed emozioni e iniziamo dal principio.

ROTTAMAZIONE CARTELLE ESATTORIALI: sappiamo veramente cosa vuol dire rottamare una cartella esattoriale?

Rottamare significa distruggere. Rottamare un veicolo significa destinarlo alla demolizione per qualche motivo. Demolire un veicolo o mezzo di trasporto significa riutilizzarne i rottami (ottima soluzione per fare la raccolta differenziata e riciclaggio), ma qui stiamo parlando di rottamazione e di cartelle esattoriale e quindi di cartelle pazze.
La prima volta che abbiamo sentito la terminologia rottamazione Equitalia, rottamare le cartelle esattoriali, molti di noi hanno pensato di eliminare ogni debito. Equitalia ci avrebbe abbuonato tutti i nostri debiti. Il pensiero è rimasto solo un pensiero. Se rottamare significa demolire e riutilizzare i pezzi. Cosa si riutilizza in una cartella esattoriale?
Definiamo la rottamazione cartelle. La rottamazione è un’opzione che lo Stato concede ai contribuenti i quali possono richiedere l’agevolazione dei debiti per quelle cartelle notificate dal 2000 al 31 dicembre 2016 e non pagate entro 60 giorni: con questa affermazione definiamo il condono Equitalia.

Credendo che i debiti vengano cancellati con il pagamento della cartella senza interessi, sanzioni né more (fatta eccezione per le multe stradali) con il condono Equitalia il contribuente paga:

  1. interessi da ritardata iscrizione al ruolo (ma il pagamento non era privo di interessi?)
  2. spese per la procedure dette oneri di riscossione
  3. spese per la notifica della cartella
  4. somme a titolo di aggio (dal 3% al 9%) – abbiamo inserito un link all’interno del nostro articolo su non pagare le tasse

Ricordiamo che quando si parla di privi di interessi si intende privi di interessi di mora.

Chi può usufruire del condono Equitalia?

La sanatoria Equitalia 2017 o condono Equitalia inserita nella Legge di Bilancio 2017 introduce diversi punti che devono essere letti con attenzione per poter sapere effettivamente se si può usufruire della rottamazione e poter fare domanda – la sanatoria riguarda dunque:

  1. tutti i contribuenti (imprese, aziende, famiglie, professionisti)
  2. cartelle emesse dal 2000 al 31 dicembre 2016
  3. tributi emessi da Agenzia Entrate, Inps, Inail, eccetera
  4. multe stradali
  5. IVA sul consumo (l’Iva sull’importazione non è inclusa)
  6. bollo auto e superbollo

L’importo delle rate doveva agevolare il contribuente del 30% – 40%, (fonte https://www.guidafisco.it/condono-equitalia-sanatoria-rottamazione-cartelle-1589), ma consideriamo che, effettivamente, all’interno delle rate sono calcolati gli interessi (per il condono rateizzato).

Esempio di Rottamazione di una cartella esattoriale

Inseriamo qui di seguito un esempio che ha pubblicato il Sole24Ore

Esempio Rottamazione cartella

Consideriamo le voci inserite al suo interno:

  • Interessi di ritardata riscossione: è quello che veniva chiamato aggio di riscossione (usato ancora nelle tabelle del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione). L’aggio o interesse di riscossione è un importo che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione richiede al contribuente per il lavoro che la stessa Agenzia sta facendo – è l’attività che l’ex Equitalia svolge per la riscossione (consideriamo che l’ufficio è nato per la riscossione, pertanto è un interesse che viene sempre applicato). Sono interessi che aumentano con l’aumentare dei giorni dalla scadenza del pagamento sino alla data in cui l’atto diviene esecutivo.
  • Interessi di mora al 4,13%: quando l’importo è pagato al 61° giorno dalla notifica (si hanno 60 giorni di tempo per pagare la cartella). Vi invito a leggere comunque la tabella inserita nell’articolo non pagare Equitalia in quanto gli interessi di mora sono comunque calcolati all’interno dell’importo anche quando si paga entro i 60 giorni.
  • Oneri di riscossione 6%: oneri dopo il 60° giorno dalla notifica (calcolato su tutto l’importo, tranne le spese di notifica)
  • Interessi legali

Esempio 1 calcolo condono Equitalia

Nell’esempio si considera il fatto che il contribuente abbia saltato il pagamento dell’imposta di registro.

  • Tassa: Euro 1.000
  • Interessi di ritardata riscossione o aggio: 30%: Euro 130
  • Sanzioni: Euro 300,00
  • Interessi di mora al 4,13%: Euro 11,00
  • Oneri di Riscossione: Euro 86,00
  • Spese di Notifica: Euro 5,88

Totale della cartella da pagare : Euro 1.532,88

Con la rottamazione, il calcolo passa da Euro 1.532,88 ad Euro 1.064,80 con aggio al 3% cioè con interessi di ritardata riscossione.

  • Interessi legali: Euro 30,57
  • Aggio al 3% cioè con interessi di ritardata riscossione: Euro 34,23 scritto sotto la voce “forfait sulle somme iscritte a ruolo”

Esempio 2 di calcolo rottamazione cartelle Equitalia

In questo esempio si parla di detrazioni Irpef. Il contribuente deve all’Agenzia delle Entrate-Riscossione Euro 3.400,00 e nella cartella troviamo:

  • Imposta: Euro 3.400,00
  • Interessi ritarda iscrizione a ruolo: Euro 3.060,00 (90% della maggiore imposta)
  • Sanzioni: Euro 440,00
  • Interessi di Mora: Euro 38,00
  • Oneri di Riscossione: Euro 416,00
  • Spesi di Notifica: Euro 5,88

Totale debito: Euro 7.359,88

Importo con rottamazione con forfait 3%:

  • Imposta iscritta a ruolo: Euro 3.400,00
  • Interessi Legali: Euro 103,93
  • Forfait sulle somme iscritte a ruolo: Euro 116,34

Totale debito: Euro 3.620,27

Scadenze rate rottamazione cartelle Equitalia

Mano al calendario ed eccoci ad affrontare nuovamente quella cartella esattoriale tanto “temuta”: per fortuna è arrivata la rottamazione basta ricordarsi le scadenze delle rate (massimo 5) e il gioco è fatto !

  1. 28 Febbraio 2017 Equitalia ha comunicato al contribuente i vari importi con le scadenze (se non vi fosse arrivata alcuna comunicazione potete rivolgervi direttamente agli sportelli Agenzia delle Entrate Riscossioni)
  2. 31 Marzo 2017 il contribuente poteva presentare domanda per la rottamazione (proroga al 21 Aprile 2017)
  3. 31 Luglio 2017: Scadenza prima rata per chi ha aderito alla rottamazione delle cartelle esattoriali. Alcuni di noi avranno letto questa data seguita da prima rata senza proroga.
    Pertanto il 31 Luglio 2017 era il termine ultimo entro cui si doveva pagare la prima rata, ma cosa succede a coloro che non hanno pagato? L’importo della rata non sarà più agevolato. Abbiamo detto precedentemente che la rottamazione consiste in un’agevolazione dei debiti – ecco a questo importo non sarà applicata l’agevolazione. Pertanto l’Agenzia delle Entrate – Riscossione ricalcolerà la somma da dover dare all’Agenzia incluse sanzioni e interessi di mora.
    Nonostante le diverse richieste di proroga della scadenza il Ministro Padoan aveva confermato la possibilità di pagare le rate in compensazione con i crediti fiscali – ma a partire dalla seconda rata. La prima rata era coinvolta per il 24% dell’intero importo delle cartelle esattoriali
  4. 30 Settembre 2017 (scadenza vera 2 Ottobre 2017): interessa per il 23% dell’intero importo delle cartelle
  5. 15 Dicembre 2017 deve essere versato almeno il 70% dell’intero importo della cartella
  6. Settembre 2018: termine ultimo per il pagamento rateale (nel 2018 ci saranno 2 rate che include il 30% del debito totale)

L’Agenzia delle Entrate – Riscossioni ha anche istituito uno sportello denominato ContiTu accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione si ha la possibilità di poter pagare solo quegli importi che si possono effettivamente pagare (sono da considerare ovviamente le cartelle incluse nella rottamazione.

Si poteva pagare con differenti procedure:

  1. sportello bancario ATM (quelli che hanno aderito al pagamento CBILL)
  2. domiciliazione bancaria
  3. internet banking: inserire il numero del bollettino RAV ricevuto
  4. uffici postali: tramite bollettino RAV (importi al di sotto dei 3.000 Euro)
  5. sportelli bancari: tramite bollettino RAV (importo al di sotto dei 3.000 Euro)
  6. tabacchini convenzionati tramite circuiti Sisal e Lottomatica: in contanti per importi fino a 1.000 euro o con bancomat o carta di credito per importi fino a 5.000 euro
  7. portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it tramite PagoPa: tramite bollettino RAV e codice fiscale nella sezione pagamenti.
  8. Esiste anche l’App Equiclick
  9. sportelli del’Agenzie delle Entrate-Riscossione: tramite codice fiscale anche senza bollettino RAV. Il pagamento può avvenire tramite carta di credito, bancomat, prepagata eccetera

Ricordiamo che la rottamazione delle cartelle esattoriali è divenuta una legge il 24 Settembre 2016 con il Decreto Legge 193/2016.

Riassumendo, il contribuente che ha deciso di accettare la rottamazione e quindi di usufruire delle 5 rate per pagare i propri debiti doveva e deve attenersi alle seguenti date

  1. 31 Luglio 2017: Prima rata: 24%
  2. 30 Settembre (scadenza vera 2 Ottobre 2017): Seconda rata: 23%
  3. novembre / dicembre 2017: Terza rata: 23%
  4. aprile 2018: Quarta rata: 15%
  5. settembre 2018: Quinta rata: 15%

Ho presentato domanda per la rottamazione della cartella di pagamento ma non ho pagato né la prima né la seconda rata: cosa succede se non si pagano le rate della rottamazione cartelle esattoriali?

Cosa succede se la prima rata non è stata pagata

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha stilato accuratamente l’importo diviso in rate (massimo 5) e lo ha consegnato al contribuente al quale è stato presentato un documento che è il piano di rientro della sanatoria. Il contribuente ha così in mano un documento che attesta l’importo che deve conseguire all’Agenzia delle Entrate.
Se non si è riusciti a pagare la prima rata l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ricalcola il dovuto al contribuente. Ricordiamo che in questo caso l’ex Equitalia potrà ricominciare con le varie azioni cautelari (fermo amministrativo, ipoteca) ed esecutive (di pignoramento).
Il contribuente che non è riuscito a pagare la prima rata poteva presentare all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione in cui asseriva di non poter corrispondere la rata.

Cosa succede se è stata pagata la prima rata, ma non la seconda

  1. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione procede alla riscossione.
  2. La precedente rata (la prima) è considerata come acconto
  3. Si avrà la rateazione solamente per quelle cartelle notificate da meno di 60 giorni

Per attenersi alle parole del Decreto in caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento della seconda rata (o come scritto dalla legge rate successive alla prima) il contribuente è privo dei benefici:

  1. si perdono gli effetti della Definizione agevolata: sanzioni, more ed interessi
  2. è preclusa la possibilità di ottenere nuovi provvedimenti di dilazione: il piano di rateizzazione è sostituito con il pagamento non agevolato
  3. i precedenti pagamenti sono considerati a titolo di acconto

Il Condono Equitalia 2017 riguarda solo le cartelle emesse entro il 31 dicembre 2016, termine modificato a seguito dell’approvazione di un emendamento di modifica secondo cui:

  • le cartelle che possono essere inserite nella rottamazione sono quelle notificate dal 2000 al 31 dicembre 2016
  • la domanda per il condono scadeva il 31 marzo 2017 (precedentemente era il 23 gennaio 2017)
  • anche gli enti locali possono accedere al condono delle cartelle (quelli che non si affidano all’ex Equitalia)
  • l’ultima rata deve essere pagata entro settembre 2018 (condono rateizzato)
  • le rate passano da 4 a 5 (rateizzazione del condono) con l’avvenuto pagamento entro il 2017 del 70% della somma dovuta

Rottamazione cartelle scadenze 5 rate – dalla terza alla quinta rata

Abbiamo fatto fronte a due scadenze importanti del 2017 considerando che le scadenze del 2017 sono 3 (l’ultima è a novembre) e poi si passa al 2018 con le ultime 2 rate effettive. Consideriamo inoltre che il contribuente deve dare ben il 70% dell’importo totale del debito nel 2017. Dunque consideriamo che il contribuente abbia accettato la rottamazione delle cartelle esattoriali come agevolazione nel pagamento della cartella, ma non è riuscito a pagare la somma oppure ha pagato in ritardo nonostante la sua ottima intenzione.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha fornito l’agevolazione con 5 scadenze che devono essere rispettate. Se non si rispettano (mancato pagamento, pagamento ritardato, insufficiente importo della rata) l’Agenzia delle Entrate fa un ricalcolo inserendo nell’importo sanzioni e interessi (di mora). La rottamazione decade e l’importo è uguale al debito iniziale.

Se il contribuente ha fatto domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali e poi non ha pagato le rate oppure ha smesso di pagare, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non gli permette di rateizzare le cartelle ancora dovute.
Se non si procede al pagamento delle rate, l’ex-Equitalia procede con la riscossione e la rateizzazione per quelle cartelle di cui si è chiesta la rottamazione.

Si può procedere a pagare le rate successive. Se sei un contribuente che ha aderito alla rottamazione delle cartelle esattoriali, ma non sei riuscito a pagare né la prima né la seconda rata puoi pagare le rate successive e riprendere i pagamenti. Intanto l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ti comunicherà le nuove scadenze del debito (delle rate non pagate)

Facciamo dunque un breve riassunto sul tema “rottamazione cartelle”:

Grazie alla Ddl rottamazione delle cartelle esattoriali:

  1. Ex Equitalia riceve pagamenti di rata che gli italiani fanno fatica a pagare
  2. il contribuente ha uno sconto sull’importoe paga in modo graduale

e se fossimo in una favola finirebbe con la frase  “e vissero tutti felici e contenti”.
Pur di pagare meno, in modo agevolato e togliersi un debito, il contribuente accetta la rottamazione di cartelle iscritte a ruolo. I vantaggi esistono per entrambi:

  • il contribuente si toglie i debiti
  • lo Stato rientra di una somma importante (sono miliardi di euro le somme iscritte a ruolo – per la precisione 682 di cui 580 non riscuotibili)

Il piano di rientro prevede comunque agevolazioni da parte del contribuente e dello Stato:

  • rateazione del debito compatibile con la capacità economica del contribuente
  • stralcio, abbattimento di una parte del debito – sanatoria parziale
  • abbattimento di interessi e sanzioni

Come funziona?

Si domanda la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione la quale, tramite PEC, notifica la proposta entro 1 anno dopo l’entrata in vigore della legge.
Il contribuente, se accetta il piano di rientro, risponde tramite PEC. Ha dovuto quindi scegliere di appartenere a una di queste due categorie:

  • rateazione a stralcio per i contribuenti in grave difficoltà
  • rateazione a stralcio per i contribuenti con momentanee difficoltà

La differenza tra le due categorie è la percentuale che si abbatte nello stralcio dei tributi (5% per coloro che sono in grave difficoltà al posto del 25% per i contribuenti con momentanee difficoltà)
fonte https://www.laleggepertutti.it/60499_equitalia-effetti-della-rateazione-se-il-contribuente-non-ha-i-soldi-per-pagare-la-cartella

Per chi non ha pagato le rate della rottamazione o non ha aderito alla prima rata arriva una soluzione: la Rottamazione Bis

Nonostante non sia ancora terminata la rottamazione delle cartelle che ricordiamo termina a settembre 2018, arriva la rottamazione bis perché ancor prima della scadenza della seconda rata (2 ottobre 2017) forse non si sono avuti così tanti consensi.
La rottamazione bis è nata per coloro che non hanno aderito alla prima sanzione oppure non ha pagato le rate. Lo Stato necessita di soldi per la manovra 2018, ormai alle porte. Con la prima rottamazione lo Stato è rientrato di 1,8 miliardi di Euro, ma vuole aggiungerne ancora 7,2 miliardi.

Definizione agevolata – Decreto Legge 148/2017  – Gazzetta Ufficiale del 16 ottobre 2017

La Gazzetta Ufficiale n. 242 del 16 ottobre 2017 è stata pubblicata e all’interno troviamo il Decreto Legge n. 148/2017Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferenti” – leggiamo sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Articolo 6 comma 3 lettera a) del Decreto legge 22 ottobre 2016 n. 193 è stato modificato dalla legge 1 Dicembre 2016 n. 225. Questi parlano dei termini di pagamento delle rate luglio 2017 settembre 2017.

Per la terza rata relativa alla rottamazione bisogna leggere l’articolo 1 DL 148/2017 che fissa la terza rata al 30 novembre 2017. Nello stesso articolo vengono citati i vari articoli modificati, convertiti in altri articoli, comma e altri termini giuridici per poi confermare che i contribuenti che “relativamente ai soli carichi definibili compresi in piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016, per i quali il debitore non è stato ammesso alla definizione agevolata, in applicazione dell’alinea del comma 8, a causa del mancato tempestivo pagamento di tutte le rate degli stessi piani scadute al 31 dicembre 2016, il medesimo debitore può esercitare nuovamente la facoltà di cui al comma 1 provvedendo a”:

  1. presentare, entro il 31 dicembre 2017 apposita istanza all’agente della riscossione usando la modulistica che si trova all’interno del sito dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione (e pubblicato entro il 31 ottobre 2017 dall’agente della riscossione)
  2. pagare in unica rata entro il 31 maggio 2018 l’importo delle rate scadute e non pagate (il mancato, tardivo o insufficiente pagamento rende nulla l’istanza) oppure
  3. pagare con al massimo 3 rate di pari importo con 3 scadenze (settembre, ottobre e novembre 2018)

L’articolo 1 prosegue stabilendo che l’agente della riscossione comunica al contribuente che ha presentato l’istanza:

  1. entro il 31 marzo 2018 l’importo secondo cui ha deciso di pagare (unica rata o rateizzata)
  2. entro il 31 luglio 2018 l’ammontare complessivo delle somme dovute , le relative rate con giorno e mese di scadenza

Queste sono alcune date riportate sulla Gazzetta Ufficiale di cui vi forniamo il link per un maggiore approfondimento.

Lo Stato ci agevola a pagare le tasse – conviene la rottamazione? Alcuni esperti dicono di NO – perché?

Dalle varie notizie lette sulla rottamazione cartelle, si evince che prima di tutto la cartella del contribuente potrebbe essere illegittima ed inesigibile.
Lo Stato propone di pagare una o più cartelle di Equitalia in 14 mesi tramite 5 rate con scadenze ben precise. Secondo alcuni esperti fiscali bisogna fare attenzione e ci colleghiamo alle prime righe dell’articolo. Fare attenzione a:

  1. pagare entro le scadenze: altrimenti la rateizzazione viene annullata
  2. le cartelle vecchie: spesso sono già cadute in prescrizione – vi ricordiamo che le cartelle cadono in prescrizione dopo alcuni termini di tempo che variano a seconda della cartella e vi rimandiamo al nostro articolo cliccando qui. Ricorda inoltre che è importante fare l’istanza di prescrizione affinché le cartelle cadano in prescrizione

LASCIARE LI UNA CARTELLA PERCHE’ TANTO VA IN PRESCRIZIONE … NON E’ CORRETTO

LA PRESCRIZIONE NON E’ AUTOMATICA

FARE UN’ISTANZA IN AUTOTUTELA PER CANCELLARE IL DEBITO … E’ CORRETTO
Video sui termini di Prescrizione:

Nel video sottostante vogliamo farvi ascoltare come conviene mandare una cartella in prescrizione piuttosto che fare domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali:

 

Siamo d’accordo con quegli avvocati che asseriscono: “chi non paga le cartelle lo fa perché solitamente non ha soldi”

In un’intervista rilasciata dall’avvocato Muratori ad Adnkronos, l’avvocato dichiara che i rischi di vedere all’asta la propria casa “non è così reale” in quanto, come abbiamo anticipato in altri articoli, anche Ex Equitalia ha degli obblighi e deve attenersi alle leggi: “non è possibile procedere al pignoramento dell’immobile se il debito non è almeno di Euro 120.000,00 ed è necessario che questo immobile non sia l’unico di proprietà della persona” – (fonte
http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/04/12/cartelle-equitalia-esperto-rottamazione-non-conviene-quasi-mai_SLTVr4A696GXwvFRkMGoAN.html?refresh_ce)

Vi proponiamo anche il video che vede come protagonista un pensionato e una cartella esattoriale milionaria …

Abbiamo sentito parlare di suicidi, di case all’asta, di pignoramento delle pensione di invalidità e ci aspettiamo sempre che succeda qualcosa perché vogliamo pensare che chi non paga è perché non riesce e rimaniamo impotenti davanti ad una cartella che arriva a casa.

Nel 2015 una donna di 57 anni a Bergamo ha visto pignorare la pensione di invalidità della figlia disabile da Equitalia. Aveva un’attività che andava bene, ma i clienti hanno iniziato a diminuire. I debiti hanno iniziato a crescere ed ecco Equitalia che li ha presi direttamente dalla pensione di invalidità della figlia: non doveva succedere perché la legge non lo consente, ma è accaduto.

Nel 2014 è accaduta una faccenda che è stata definita assurda da diversi giornali. Un avvenimento successo in Veneto a Santo Stefano di Valdobbiadene e vede protagonista un imprenditore di salumi con una sua attività. Un giorno ha deciso di creare “L’Osteria senza oste”, una casa colonica che Cesare De Stefani ha aperto per un food sharing. Si entra, si mangia e si beve, si consuma il pasto e si esce, non si paga oppure si può versare ciò che si vuole in un salvadanaio messo apposta. Alcuni di noi penseranno che è una bella idea in un momento di crisi, un’idea simpatica, un’idea diversa, magari anche un’idea di marketing, ma comunque un’idea. Al Fisco questa idea non piace. L’Agenzia delle Entrate multa il signor Cesare di 62 mila euro perché “era un’attività imprenditoriale in nero”. Un’osteria aperta nel 2005. L’imprenditore dichiara anche che “qualcuno mette 50 euro e ci sono persone che prendono quello che hanno messo altri nel salvadanaio“. Cesare De Stefani è stato difeso dai cittadini, da turisti di tutto il mondo, dal presidente della regione Luca Zaia. Nel 2011 l’imprenditore ha ricevuto il primo tentativo di chiusura da parte del Fisco, oggi sono stati indagati due ispettori per irregolarità nel verbalizzare i ricavi.

Se la reale problematica è quella di non avere il denaro per pagare e per questo motivo non si è riusciti a pagare, quindi il problema è un vero problema economico … aderire alla rottamazione non conviene. La domanda che sorge spontaneamente è: come si fa a pagare il 70% del debito (accumulato dal 2000 al 2016 – questo il tempo che fornisce l’Agenzia delle Entrate-.Riscossione) in pochissime rate ravvicinate tra di loro e quindi in pochissimi mesi (entro il 2017) ? A questa domanda alcuni cittadini rispondono così:”Forse la rottamazione Equitalia conviene ai ricchi”

Rottamazione o Rottamazione bis: debiti e legge di Bilancio 2018

La Rottamazione delle cartelle esattoriali era una manovra di 19,6 miliardi con 5 miliardi per combattere l’evasione e la riapertura della rottamazione: cifre che ogni cittadino osserva con sgomento e stupore perché forse una cifra così alta è scritta sui giornali ma non su un conto corrente comune. Queste cifre però sono numeri che girano per gestire uno Stato. I 5 miliardi di cui si parla sono il denaro che il governo spera di incassare in 3 anni dalla rottamazione. Nella legge di Bilancio 2018 si vuole “eliminare le clausole di salvaguardia” (“le clausole di salvaguardia” riguardano la norma che prevedeva l’aumento dell’Iva se lo Stato non fosse riuscito a reperire le risorse pianificate). Le clausole di salvaguardia riguardano l’aumento dell’Iva: dal 10% al 13% fino al 2020 e l’aliquota ordinaria dal 22% al 25% già dal 2018.
Con la rottamazione bis si ipotizzano incassi per oltre 1 miliardo nel 2018

Equitalia: caccia agli evasori fiscali

Molti di voi si ricorderanno il popolare Robin Hood: eroe del Regno Unito, leggendario e storico allo stesso tempo, bandito e nobile con molta dimestichezza con arco e frecce. Abile e astuto giustiziere viene dipinto, dai romanzi alle versioni cinematografiche, come colui che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Complicato inserire Robin Hood in un contesto storico veritiero. Il fisco, che caratterizza ogni epoca, costrinse molte persone alla miseria in qualsiasi secolo finché Robin Hood varò la Legge della Foresta. Siamo nel Medioevo quando ci furono soprusi per ben 150 anni nei confronti del popolo e i briganti erano facili da incontrare. Robin Hoon era un furfante, un fuorilegge che ha goduto di immensa popolarità. Cosa c’entra questa leggenda con Equitalia? Con i contribuenti che fanno fatica ad arrivare a fine mese e con l’incombenza di cartelle di pagamento che arrivano nella buca delle lettere?
Luciano Dissegna viene definito il Robin Hood delle partite Iva: nel 2016 voleva difendere le PMI “massacrate” da Equitalia con pratiche devastanti. Il suo obiettivo era quello di far emergere comportamenti poco leciti o addirittura illeciti da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione nei confronti delle piccole e medie imprese.

Vogliamo riportare qui di seguito l’intervista di Luciano Dissegna fornita al Sole24Ore all’inizio del 2017

 Luciano Dissegna Robin Hood delle Partite Iva

Nel 2012 a Calalzo di Cadore in provincia di Belluno Equitalia è stata sostituita dalla Comunità Montana: la riscossione dei tributi è stata affidata alla Comunità Montana, azione totalmente legale che per legge e diritto i Comuni possono applicare estromettendo Equitalia (società esterna) – (fonte https://www.legainvalidi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=184:qequitalia-e-come-lo-sceriffo-di-nottinghamq-e-il-sindaco-robin-hood-la-licenzia&catid=1:ultime&Itemid=86)

Oltre a personaggi che abbiamo voluto accennare esiste anche l’“operazione Robin Hood” contro truffe, evasione, estorsione, corruzione dove ci sono stati, alla fine di agosto, 18 indagati, ma il nostro collegamento con Robin Hood è molto più semplice.

In Sicilia 501 contribuenti devono 18 milioni 475mila euro di tasse comunali … viene scritto su un articolo. Vogliamo soffermarci per poco su una frase. Informiamoci, conosciamo i fatti prima di reagire in modo impulsivo

Informati della tua situazione, del vero significato della rottamazione prima di accettare oppure rifiutare.

La situazione di oggi è complicata, siamo in un momento di crisi economica a livello mondiale, alcuni ceti stanno scomparendo, altri stanno letteralmente cambiando, ma si può sempre fare qualcosa.

Tutti abbiamo dentro un’insospettata riserva di forza che emerge quando la vita ci mette alla prova” – Isabel Allende

Quindi quando arriva una cartella di Equitalia è nostro diritto avvalerci di quegli strumenti di cui abbiamo bisogno per comprendere, capire, difenderci e conoscere.
Il rapporto tra cittadino e Fisco è sempre stato complicato nei secoli, ma oggi abbiamo molti mezzi per poterci informare prima di archiviare da soli la nostra storia.

Attenzione: email false nella posta elettronica dei contribuenti – falsi avvisi di pagamento – non è Equitalia non aprire quella … email

Presta attenzione … fai attenzione … sono frasi che abbiamo sentito soprattutto quando eravamo piccoli. “Fai attenzione!” è una frase che sentivamo da qualcuno che si prendeva cura di noi e si preoccupava nel momento in cui ci fosse successo qualcosa.

Oggi questa locuzione è ben impressa nella nostra mente tanto da stimolare, nel nostro cervello, dei sensori di pericolo.

Il mese scorso, i contribuenti hanno messo in allerta l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riguardo ad email false. Infatti alcuni cittadini hanno ricevuto avvisi di pagamento tramite messaggi di posta elettronica. Il mittente ha usato uno dei seguenti indirizzi email:

riscossione.agenziaentrate@swisspay.it
assistenza.equitazioa@italia.it

l’Agenzia delle Entrate-Riscossione avvisa di non aprire l’email né i suoi eventuali allegati o link in quanto non ha inviato alcun avviso ai contribuenti via posta elettronica. Pertanto se si è ricevuta un’email falsa da Equitalia si invita a cestinarla immediatamente.

Questa allerta è avvenuta diverse volte durante gli anni e l’ultimo comunicato relativo alle false email è datato proprio il 29 settembre 2017, giorno precedente alla scadenza della seconda rata relativa alla rottamazione 30 settembre 2017 (spostata il 2 ottobre 2017 in quanto il 30 settembre era un sabato – e secondo la legge i pagamenti vanno effettuati il primo giorno utile lavorativo se la scadenza cade di sabato o domenica). Siccome le rate relative alla rottamazione sono 5 e solo le prime 2 sono passate, vogliamo avvisarvi di rimanere comunque allerta alle prossime scadenze.

Politica e Cultura: Rottamazione e libri – Gioventù e Vecchiaia

L’arte della politica ha sempre interessato filosofi, artisti, pensatori e strateghi.
Lidia Ravera è una scrittrice, giornalista e assessore alla cultura e noi vogliamo concludere questo articolo con un suo commento relativo alla rottamazione. Ravera tratta di giovinezza e vecchiaia, di uomini e donne, parla delle varie età della vita nei suoi scritti.
Nel 2015 ha usufruito del crowdfunding su Facebook per mandare in stampa Gli Scaduti (il cui protagonista si chiama Matteo, proprio come Matteo Renzi – ispiratore e musa del romanzo non soltanto con il proprio nome, ma soprattutto per l’uso della parola rottamazione), un romanzo da lei scritto ispirato alla terminologia rottamazione che oggi è conosciuta da molti cittadini che vogliono rottamare un veicolo, ma anche una cartella (non si parla della cartella di scuola, ma di quella esattoriale!).
Linda Ravera amplia questo concetto: rottamare gli esseri umani.

  • Cosa succede se un essere umano diventa “scaduto” all’età di 60 anni?
  • Cosa succede se un essere umano scade come un cibo?
  • Come crescono i giovani sotto questa idea?
  • Può essere un futuro?

La scrittrice non ha fornito risposte, ma potrebbe essere un modo per porsi delle domande anche assurde, ma il tema è talmente forte e percepibile che vi vogliamo salutare con una lettura forse in più nella vostra vita.

Grazie per avermi letto e a presto

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